Riassunto sulla "questione ISIAMED"

Di Aldo Prinzi pubblicato il 20 Aprile 2018

Alla fine della legislazione del governo Renzi/Gentiloni, il 27 Dicembre 2017 è stato approvato il bilancio dello stato (L.205 27/12/17). All'interno della legge sono stati presentati diversi emendamenti, quello relativo all'istituto "ISIAMED" è l'emendamento 1087:

Gazzetta ufficiale

Il 26 Dicembre, il giorno prima, venuti a conoscenza di questo emendamento, grazie all'AGI che ne aveva scoperto la genesi già il 22 DICEMBRE, alcuni giornalisti e alcuni politici, hanno rilasciato dichiarazioni e interviste su diversi giornali in cui si dicevano all'oscuro e/o indignati, come ad esempio:
1) Il Ministro CALENDA (ministero per lo sviluppo economico) si dice non informato e promette di bloccare il finanziamento;
2) Stefano Quintarelli, presidente AGID che lo definisce un "regalo di Natale a Verdini";
3) Il dem Esposito che dichiara: "Una marchetta necessaria ad avere i voti per approvare la manovra. Quando non hai i numeri subisci il ricatto dei piccoli gruppi".
(vedi articolo QUI >> e confronta articoli pubblicati nella HOME>> di questo sito)

Ciò nonsostante il governo approva la legge includendo tutti gli emendamenti, compreso quello numero 1087 relativo a ISIAMED.

Avendo prodotto il mio primo programma all'età di 16 anni (e avendone oggi 53) mi occupo praticamente di informatica e "digitale" da quasi quarant'anni. Nella mia carriera mi sono occupato anche di "imprenditoria digitale" e mi occupo di startup. La questione della promozione di un progetto legato al digitale, collegata al fatto che il governo decise di concludere il suo mandato senza approvare le tante riforme sul digitale che invece sono ancora oggi necessarie, ha ovviamente attratto la mia (e quella di tanti altri) attenzione. La prima ed elementare cosa che fa un "adepto" (non è necessario essere un esperto) digitale è verificare chi sia l'ente o l'azienda di cui si parla andando a sbirciare sul sito: ho quindi aperto il browser e scritto "www.isiamed.it", scoprendo che non c'era alcun sito, ma una pagina di parcheggio. Ho quindi scritto "www.isiamed.com" e poi "www.isiamed.eu" ottenendo un "errore: dominio inesistente".

Continuando a curiosare ho scoperto molti indignati ma ho avuto il timore che, come tante volte accade in italia e ormai ne siamo assuefatti, nel silenzio l'idignazione calasse e la questione finisse nell'oblio. Da qui l'idea di registrare quei nomi a dominio così da raccogliere le parole e le omande di tutti e realizzare uno strumento utile a chiedere di fare chiarezza, mettendoci in prima persona LA FACCIA, e di fatto dando seguito alle indignazioni dei più importanti, come ad esempio quelle del ministro Calenda, di Stefano Quintarelli, di Riccardo Luna e perfino l'indignazione di Stefano Esposito del PD.

Ma chiarezza in cosa?

Dunque, nel tempo si è venuti a conoscenza che esiste un ISIAMED istituto e una ISIAMED SRL, che hanno medesima sede, numero di telefono e presidente, si è venuto anche a sapere (attraverso i loro stessi comunicati social) che il "modello digitale italiano" non esiste (quindi come si fa a promuoverlo?).

Inoltre non risulta che sia stato presentato un progetto, quindi non si riesce a capire bene che cosa sia un "modello digitale italiano". Nella speranza che gli interessati e/o il senatore che ha promosso l'emendamento facessero chiarezza (invitandoli esplicitamente a farlo), mi sono visto in realtà recapitare una citazione in giudizio perchè, secondo la tesi dell'Avv. De Tilla (Direttore amministrativo dell'Istituto ISIAMED) io:
1) mi sarei appropriato del "marchio" ISIAMED;
2) pertanto starei usando fraudolentemente i nomi a dominio di proprietà della ISIAMED;
3) inoltre starei usando i siti dell'istituto ISIAMED per mettere in opera una sorta di diffamazione.

L'Avv. De Tilla, in nome e per conto dell'Istituto, chiede ad un magistrato che mi imponga di "restituire" i nomi a dominio, mi intimi di oscurare il sito e mi chieda di rifondere i danni di immagine che avrei causato all'istituto (VEDI CITAZIONE).

Art. 700

Quando si propone una causa nei confronti di un altra persona, in Italia siamo abituati a tempi molto dilatati, ma se la doglianza sollevata presenta almeno due elementi: la presunzione dell'esistenza di sufficienti presupposti per applicare un istituto giuridico (fumus boni juris) e il pericolo che, non agendo velocemente, si possa cagionare un gravissimo danno (periculum in mora), allora si può chiedere al tribunale di ottenere un giudizio spedito.

L'avv. De Tilla invoca quindi l'Art. 700 e mi cita davanti al tribunale di Roma... (tecnicamente avrebbe dovuto citarmi innanzi al tribunale di Palermo, ma vabbè), il Magistrato quindi fissa l'udienza.

La preparazione

Durante la mia battaglia ho incontrato altre persone che, come me, sono ancora capaci di indignarsi, e questo è davvero splendido. Non siamo molti ma siamo abbastanza.

Con il loro aiuto sono riuscito a spiegare al Magistrato le ragioni mie e di questo sito, spiegando con chiarezza che non ho nulla contro l'istituto o la SRL ISIAMED, che non intendo affatto diffamare alcuno, ma che esigo ciò che lo stato deve ai suoi cittadini: trasparenza e chiarezza. Siamo inoltre riusciti a spiegare che questo sito rappresenta una raccolta di informazioni, pro e contro, all'unico scopo di veicolare l'informazione e redere trasparente il meccanismo alla base dell'elargizione di TRE MILIONI DI EURO di danaro PUBBLICO, che oltre tutto è stato distolto da altre importantissime questioni. 

In questo percorso di lotta ho incontrato l'Avv. Andrea Lisi, che mi ha sempre supportato e mai abbandonato, che ha sposato la mia causa e si è personalmente speso  nella lotta contro  giganti che hanno tentato di mettere il bavaglio ad una doverosa necessità di chiarimento ed insieme all'Avv. Roberto Manno di Web Legal, che ha scritto la comparsa di risposta in tempi da record, mettendo in evidenza ciò che in EU viene chiamato "il diritto al free speaching" ovvero il diritto di critica.
(VEDI COMPARSA DI RISPOSTA).

Il giudizio

L'11 Aprile 2018 si è tenuta l'udienza dove, formalmente, il Magistrato ha ricevuto la comparsa dall'Avv. Manno e si è "riservato", ovvero ha iniziato a produrre l'ordinanza che poi ha depositato il 17 Aprile, rispettando i tempi del giudizio abbreviato all'uopo richiesto dall'Avv. De Tilla. 

Come si può vedere dall'ordinanza (QUI) Il magistrato non solo ha rigettato l'esistenza dei due elementi (fumus e periculum) ma ha accolto in pieno la tesi degli avvocati Lisi e Manno, condannando alle spese l'istituto ISIAMED

Conclusioni

Grazie a tutti loro è stato chiarito che non ho diffamato alcuno e non ho sfruttato alcuna notoretà di marchio, sebbene quello dell'istituto che esiste da quarant'anni non sia mai stato registrato.

Speravo che ci si potesse concentrare più sul fare chiarezza che sul minacciare chi ne parla per zittirlo e invece ISIAMED ha proposto APPELLO (peraltro perdendo nuovamente).

Ringraziamenti

L'avv. Manno è riuscito a produrre la difesa nel brevissimo tempo che ha avuto a disposizione grazie all'aiuto del suo intero studio e per la precisione da Sabino Sernia (partner); Selena Travaglio e Anna Carpentiere (associates), nonchè dall’avv Fabio Maggesi di Roma, domiciliatario di riferimento, che hanno messo tutto il loro massimo impegno per riuscire a restare negli strettissimi tempi. 

Ma tutto questo non sarebbe stato possibile senza il contributo dell'Avv. Andrea Lisi, il supporto del suo studio e la pazienza dell'Avv. Carola Caputo (che è stata capace di passare molto tempo al telefono fino farmi compredere ogni dettaglio) non avremmo avuto il risultato che ci rende fieri.

Che dire? Esiste ancora una Italia che si indigna e che fa squadra: possiamo ancora salvarci.

Leggi l'articolo dell'Avv. Lisi pubblicato su "il fatto quotidiano"

Chi sono gli avvocati che mi hanno supportato:

Avv. Roberto Manno

dello studio Web Legal di BARLETTA


http://www.weblegal.it/ 
Twitter: @_weblegal_ 
Facebook: marchiebrevetti

Avv. Andrea Lisi

dello studio legale Lisi di LECCE


http://www.studiolegalelisi.it/
Twitter: @_digitaleasy 
Facebook: andrea.lisi.948  

Sai ancora indignarti? Chiedi chiarezza anche tu mettendoci la faccia e aiutandomi/ci a condividere questa battaglia!
#rivogliamo3mil​ #isiamed

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